Aldo Palazzeschi

Aldo Palazzeschi nella poesia “Chi sono?”

Aldo Palazzeschi nella poesia “Chi sono?”, tesa a chiarire a se stesso ed agli altri la funzione del poeta in una società profondamente mutata, definisce “malinconia” lo stato d’animo che contraddistingue, appunto, il poeta agli inizi del ‘900: tale termine connota una situazione di depressione, temperata da una certa dolcezza e caratterizzata da struggenti pensieri. La “malinconia” del poeta scaturisce dalla sua condizione di emarginato all’interno di una società dominata dalla borghesia finanziario-industriale, i cui valori sono essenzialmente il denaro, il profitto, il potere.

Una delle più note poesie di Palazzeschi è “La fontana malata”. In essa la fontana malata, che fatica a far defluire liberamente l’acqua, che spasima in un sordo e strozzato gorgoglio come di tosse, simboleggia l’impotenza creativa del poeta nella nuova realtà storico-culturale del primo Novecento, la sua possibilità di produrre se non “spazzature”. La fontana malata tende ad essere una piccola funambolica invenzione, una trovata bizzarra del poeta che ha voglia di giocare con la propria materia, che vuole divertirsi. Appare, inoltre, evidente l’intenzione parodistica di Palazzeschi di rovesciare la grande orchestrazione musicale de “La pioggia nel pineto” dannunziana, il suo canto spiegato, la sua materia alta. La lingua della poesia del Novecento recupera spesso materiali dannunziani e pascoliani, sia a livello lessicale che ritmico, rovesciandoli, però, e degradandoli, recuperandoli in senso eversivo, ironico, parodistico.

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